| Le donne e l’Unità di Italia. |
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| Scritto da Dott.ssa Fiammetta Modena |
| Venerdì 11 Marzo 2011 00:00 |
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Siamo uno Stato e siamo una Patria? Oppure siamo prima Patria e poi Stato? Gli eroi del risorgimento come si collegano all’oggi? E cosa abbiamo di eroico noi, figli del post 68 e della comunicazione di massa, lasciati nudi, dal crollo di Berlino, dalle ideologie, prigionieri di un pensiero dominante votato all’”utile”, occupati a pensare in termini “globali”, nel pieno dell’era del consumo? Dove sventola la nostra bandiera? Quando sentiamo il cuore che si stringe pensando all’Italia? La risposta è lì, dietro l’angolo. Mentre noi, in terra italiana, siamo impegnati in mostre e convegni, migliaia di uomini consentono al nostro Paese di mantenere fede agli impegni internazionali assunti in Afghanistan.
Non dobbiamo solo piangere i nostri ragazzi quando tornano avvolti nel tricolore. Dobbiamo chinare il capo e rivolgere il nostro rispetto a quanti da mesi operano in quel territorio ostile e lo fanno in nome di tutti noi, dell’Italia, appunto. Potrebbero stare in mille posti diversi, eppure sono collocati lì, in nome di valori che attraverso la loro opera assumono tratti e fattezze concreti e tangibili. Per questi motivi, in occasione di questi 150 anni, il pensiero va alle madri, alle mogli, alle sorelle, alle fidanzate di questi ragazzi. La Patria è nella loro dignità, che convive ogni giorno con l’accettazione della scelta di vita fatta da una persona cara, unica per la loro vita. Quando ci stracciamo le vesti perché viviamo in un mondo senza principi, oppure leggiamo l’ennesimo libro che si domanda quale sia l’identità del nostro paese, volgiamo la mente alle donne che aspettano il ritorno di un soldato dall’Afghanistan. Troveremo tutte le risposte che tanti inutilmente vanno cercando. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Marzo 2011 12:23 |



Dedicato alle madri, alle mogli e alle fidanzate dei nostri soldati in Afghanistan.


